Notizie del Comitato spontaneo di quartiere
Invitiamo i cittadini a segnalare direttamente i problemi
Scuola materna di Borgata Rosa scampato per il momento il rischio di chiusura
Strada Sassi - La risposta alle nostre richieste
Buche sulle strade. Non è solo un problema di Borgata Rosa e di Sassi
Borgata-Rosa Sassi - Abbiamo illustrato all'Assessore le nostre richieste su viabilità e trasporto pubblico
Ponte diga dopo i lavori continua a non essere accessibile la parte interna della curva
Sassi - I rischi derivanti dalle frane
Raccolta differenziata dei rifiuti - Dove ritirare i sacchi per la raccolta della plastica
Parco del Meisino, per l'area giochi rimane il problema della mancanza di zone ombreggiate.
Uno spazio per il gioco del calcio a margine del Parco del Meisino a borgata Rosa. La realizzazione si sposta nel tempo
Strada del Meisino - finalmente risolto un problema segnalato da anni
La Regione ricorre contro la sentenza del T.A.R. che aveva ripristinato la variante al piano regolatore n° 144 Cartman - Mongreno
Il marciapiedi di corso Casale 354/A continua ad essere una discarica abusiva!
Parco del Meisino - Nei prossimi mesi inizieranno i lavori di recupero del complesso denominato "La Filanda".
Antenne per la telefonia mobile
Invitiamo i cittadini a segnalare direttamente i problemi.
Il nostro Comitato cerca di svolgere una presenza attiva nel segnalare problemi del territorio specificatamente quelli di carattere generale, è però indispensabile che anche i cittadini segnalino direttamente i problemi agli enti interessati (l'unione fa la forza), potete farlo nei confronti di:
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ASSESSORATO ALLA VIABILITA' E TRASPORTI - indirizzo mail: info.viabilitaetrasporti@comune.torino.it
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AMIAT - indirizzo mail: comunicazionesterna@amiat.it
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GTT - indirizzo mail: gtt@gtt.to.it
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POLIZIA MUNICIPALE - indirizzo mail: contactcenterpm@comune.torino.it
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VII CIRCOSCRIZIONE.
Ricordiamo che i cittadini di Borgata Rosa e Sassi si possono rivolgere direttamente all'ufficio tecnico circoscrizionale denominato TECNICO-PATRIMONIO, per richiedere interventi di manutenzione ordinaria di competenza della VII Circoscrizione, l'ufficio si trova in Varano n. 2, con orario di apertura al pubblico: LU-GI: 9,30/12,30; 14,00/15,30 VE 8,30/12,30 indirizzo mail: Tecnico.Patrimonio@comune.torino.it
Maggiori informazioni sulle competenze e numeri telefonici di questo ufficio li potete trovare in: http://www.comune.torino.it/circ7/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/807
Qualora i problemi non venissero risolti in tempi ragionevoli, potete segnalarli al Comitato spontaneo nel corso delle riunioni mensili o all'indirizzo mail di questo sito.
(B. Morra - novembre 2011)
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Scuola materna di Borgata Rosa scampato per il momento il rischio di chiusura
Contro l'ipotesi di chiusura delle due sezioni della scuola materna municipale di Borgata Rosa sono state raccolte 407 firme.
Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno firmato e a chi si è prodigato per raccogliere le firme, un ringraziamento particolare alle titolari della panetteria e della tintoria di Borgata Rosa che sono state disponibili a fare da punto di raccolta in borgata.
Le firme erano state inviate a fine gennaio all'Assessore alle Risorse educative del Comune di Torino con una lettera che esprimeva la contrarietà e lo stupore per questa decisione che per fortuna è poi rientrata anche a seguito dell'intervento del nostro Comitato.
Il 24 febbraio un gruppo di mamme e il referente del Comitato spontaneo hanno incontrato, presente il Presidente della nostra Circoscrizione, l'Assessore Borgogno che ha ribadito l'intenzione del Comune di trasferire la gestione delle due sezioni di scuola materna allo Stato, sino a quando questo non avverrà le due sezioni rimmarranno comunali. Ovviamente l'impegno dell'Assessore è limitato all'attuale amministrazione comunale che scadrà fra pochi mesi, si dovrà pertanto porre la massima attenzione affinchè il problema non si ripresenti nei prossimi anni.
Gli antefatti
A metà gennaio si era sparsa la notizia che le due sezioni della scuola materna municipale C. Boncompagni accolte all'interno della scuola elementare di via Cafasso 73 sarebbero state progressivamente eliminate.
La notizia veniva confermata e in qualche modo ufficializzata dal fatto che sui moduli di iscrizione compariva una nota che limitava per via Cafasso le iscrizioni ai soli bambini nati nel 2006, quindi per la frequenza all'ultimo anno di scuola materna.
A questo punto era partita immediatamente, per iniziativa di alcuni genitori, una raccolta di firme contro la decisione di chiusura, lunedì gennaio 17 era stata inviata a cura del Comitato spontaneo di quartiere una mail alla segreteria dell'Assessore Giuseppe Borgogno per richiedere un'incontro urgente.
Nella stessa giornata l'Assessore ci informava telefonicamente che era intenzione dell'Amministrazione comunale di trasferire queste due sezioni di scuola materna allo Stato, nel contempo ci rassicurava che se questo non potesse avvenire, le due sezioni rimarranno di competenza comunale, e che pertanto la scuola materna non chiuderà.
Il giorno successivo, come promesso, erano state date disposizioni per accettare le iscrizioni anche per i nati nel 2007 e 2008.
Nello stesso giorno nella riunione mensile del nostro Comitato era stato deciso di continuare la raccolta firme da presentare all'Assessore per poi illustrare nella lettera di accompagnamento, non solo le motivazioni che ci inducevano a ritenere indispensabile questo servizio, ma anche evidenziare le carenze di servizi di questo territorio (vedi per esempio l'assenza di un asilo nido).
Il giorno 25 gennaio su nostra segnalazione l'argomento era stato oggetto di un articolo a titolo: "Una raccolta firme per garantire il futuro della scuola materna" comparso sulla Cronaca di Torino del quotidiano "LA STAMPA".
(B. Morra - marzo 2011)
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Strada Sassi - La risposta alle nostre richieste
Il problema era stato sollevato da tempo, anche in alcuni incontri indetti dalla VII Circoscrizione, da alcuni residenti di strada comunale di Sassi (un tratto di strada pubblica con unico sbocco in strada Mongreno) che frequentano abitualmente le riunioni del nostro Comitato.
Dopo avere verificato sul luogo, nel maggio del 2009 avevamo ritenuto opportuno intervenire con una lettera inviata all'Assessore alla Viabilità.
Effettivamente i residenti lato numeri pari sono impossibilitati a sostare anche solo brevemente nei pressi delle loro abitazioni, mentre i condomini dei civici dispari dispongono di spazi privati esterni adeguati. In totale assenza di spazi regolamentati vige il parcheggio selvaggio che spesso ostruisce l'uscita dai portoni dagli interni e limita il movimento dei mezzi dell'AMIAT.
La situazione anomala è riconosciuta nella lettera di risposta dell'Assessora M.G. Sestero, infatti il PRG prevede una sezione stradale più ampia con spazio per parcheggio e marciapiedi, ma per realizzarli bisognerebbe espropriare e questo pensiamo proprio che non potrà avvenire causa la carenza di fondi.
Dall'Assessorato rispondono che non faranno nulla, pensavamo fosse possibile creare almeno un paio di posti macchina per sosta a tempo limitato (tipo carico e scarico) in punti dove non si creino problemi ai mezzi AMIAT e a chi deve accedere ai carrai o agli interni, regolamentando il transito dei residenti con un segnale di diritto di precedenza per uno dei due sensi di marcia.
Così si sarebbe potuto (giustamente) sanzionare solo chi crea realmente dei problemi alla circolazione.
Anche il degrado del manto stradale, peraltro comune a molte strade di Borgata Rosa e Sassi, non è stato ritenuto così grave da rendere necessario un intervento a tempi brevi.
Il nostro Comitato nelle periodiche segnalazioni sui problemi della viabilità di Sassi, compresa quella inviata nel giugno 2011 al nuovo Assessore alla Viabilità, ha continuato e continuerà ancora a porre all'attenzione dell'esistenza di questi due problemi, fiduciosi che si debba trovare qualche soluzione ad un problema reale e per rendere meno complicata la vita delle persone.
(B. Morra - dicembre 2011)
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Buche sulle strade. Non è solo un problema di Borgata Rosa e di Sassi
Nel 2009 avevamo inviato numerose segnalazioni all'Assessore alla Viabilità e alla Circoscrizione in merito ad una buca in via Cafasso a Borgata Rosa presa come esempio e monitorata nel tempo con i suoi molteplici interventi di riempimento che si vanificavano dopo poco tempo. Finalmente dopo un'ulteriore intervento, certamente non fatto a regola d'arte, ma con una maggiore attenzione rispetto a quelli precedenti l'asfalto ha tenuto discretamente per tutto il 2010.
Ma il problema delle buche persiste non solo sul territorio di interesse del nostro Comitato ma in tuttà la Città, tanto da essere sollevato con una lettera inviata nel marzo 2010 dal Coordinamento cittadino dei Comitati spontanei di quartiere al sindaco Chiamparino .
Si ritiene opportuno dare informazione degli sviluppi seguiti a questa segnalazione.
Come si può leggere nella lettera del Coordinamento cittadino che raggruppa una ventina di Comitati, si esprimevano dubbi sulle modalità di manutenzione delle strade in particolare quella ordinaria affidata alle Circoscrizioni; è facile vedere riparazioni eseguite gettando a freddo un poco di ghiaia incatramata e pestata con i piedi!
A questa segnalazione non seguiva alcuna risposta tanto da indurre il Coordinamento a inviare una lettera di sollecito più circostanziata e questa volta spedita per conoscenza anche a due quotidiani cittadini, al sollecito e seguita questa non risposta del primo cittadino. Il Coordinamento ha ritenuto opportuno rispondere al Sindaco con un'ulteriore lettera.
Si potrebbe anche accettare di essere puniti per avere "incautamente" osato coinvolgere i giornali (nessuna risposta a due lettere in cambio di significativi interventi di riparazione delle strade della città) ma questo purtroppo non è avvenuto.
Il problema delle pessime condizioni delle strade cittadine è rimasto praticamente inalterato per tutto il 2011, nel corso dell'incontro con l'Assessore alla Viabilità Lubatti del 15 settembre 2010, abbiamo consegnato copia delle lettere che avete potuto leggere qui sopra, nella speranza che le poche risorse disponibili vengano gestite meglio di quanto è stato fatto in passato.
(B. Morra - gennaio 2012)
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Borgata Rosa-Sassi - Abbiamo illustrato all'Assessore le nostre richieste su viabilità e trasporto pubblico
Nel corso del mese di giugno 2011 era stata inviata una nota al nuovo Assessore alla Viabilità e Trasporti e al nuovo Presidente della VII Circoscrizione contenente un aggiornamento delle criticità inerenti la viabilità in area borgata Rosa-Sassi, tale nota aggiornava quelle inviate in precedenza riprendendo le criticità in buona parte già segnalate periodicamente in questi questi dieci anni di vita del nostro Comitato spontaneo.
Il problema velocità dei veicoli e il mancato rispetto degli impianti semaforici era stato messo in evidenza con una lettera inviata a metà dicembre 2010 al Comandante della Polizia Municipale e al Settore Comunale che si occupa di viabilità, tali nostre segnalazioni erano anche state oggetto di un servizio andato in onda all'interno del TG3 Piemonte del 17 dicembre 2010.
Nella lettera di accompagnamento all'aggiornamento del mese di giugno avevamo richiesto un incontro con l'Assessore, tale incontro si è tenuto il 15 settembre.
A fine luglio avevamo anche incontrato il Presidente della VII Circoscrizione e il Coordinatore della Commissione viabilità, con quest'ultimo alcuni giorni dopo abbiamo effettuato un sopraluogo dei punti oggetto delle nostre segnalazioni.
Negli incontri abbiamo evidenziato in particolare la pericolosità dovuta al traffico in costante aumento in strada Mongreno e in corso Casale a borgata Rosa, a tale proposito si era avanzata la richiesta di istituire la "zona 30 KM/h" per tutta la viabilità interna di Sassi e di borgata Rosa e l'adozione di provvedimenti per controllare la velocità sul corso Casale nel suo attraversamento di borgata Rosa (nell'immagine uno dei numerosi incidenti di questi ultimi anni, alcuni mortali!).
L'Assessore Lubatti ha dato indicazione di fare esaminare le nostre richiste dagli uffici comunali, a cui dovrebbe seguire un ulteriore incontro di approfondimento, dove ci auguriamo si possano trovare possibili soluzioni almeno su alcuni punti.
Su tutto grava, come ci è stato più volte ripetuto, il problema della scarsità delle risorse economiche disponibili, a tale proposito abbiamo richiesto con forza maggiori controlli sulla progettazione e sulla realizzazione degli interventi al fine di evitare sprechi.
In merito a spechi e lavori inutili abbiamo evidenziato alcuni esempi a livello cittadino (pavimentazioni di tratti delle vie Accademia Albertina e Rossini) e documentato con immagini alcuni esempi su quanto realizzato ultimamente nelle nostre due borgate).
Abbiamo anche richiesto un maggiore coinvolgimento dei residenti al fine di individuare le priorità ed evitare lavori inutili.
Nel complesso riteniamo questi primi incontri positivi e ci auguriamo che il confronto prosegua anche in futuro.
(B. Morra - settembre 2011)
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Ponte diga dopo i lavori continua a non essere accessibile la parte interna della curva
L' ex Assessore alla Viabilità Sestero nel corso della seduta del Consiglio comunale del 22 febbraio 2010, rispondendo ad una interrogazione del Consigliere comunale Petrarulo, confermava che l'intervento di manutenzione straordinaria sulla carreggiata del ponte-diga sul Po, iniziato nell'estate del 2009, avrebbe previsto la messa a norma della larghezza del marciapiedi lato est (lato collina) ma non la creazione di un passaggio ciclo-pedonale all'interno della curva.
L'argomento è stato riproposto al nuovo Assessore alla Viabilità Lubatti.
Dopo due anni e mezzo chi malauguratamente ha percorso o percorrerà il ponte da quel lato è stato e sarà ancora costretto a tornare sui suoi passi in quanto si è trovato di fronte all'abituale groviglio di vegetazione che rende impossibile il passaggio.
Gli antefatti
Il ponte-diga collega i due tratti del Lungo Stura Lazio, il marciapiedi lato ovest era già stato allargato e opportunamente protetto alla fine del 2005, mentre la realizzazione del passaggio sulla curva era stato realizzato successivamente (vedere su questo sito in: PROBLEMATICHE AFFRONTATE E RISOLTE - Parco del Meisino - Collegamento ciclo pedonale con Barca/Bertolla).
Il passaggio realizzato sul ponte diga risulta inadeguato e in particolare rende problematico l'incrocio di due biciclette in una situazione di costante incremento dei transiti. Ricordiamo che le alternative in sicurezza a questo ponte per pedoni e ciclisti, dove non transitano mezzi pubblici, sono il ponte sulla Stura di strada Settimo (attraverso il parco della Colletta) o il ponte sul Po di San Mauro.
Per questo motivo avevamo richiesto al Settore comunale che realizzava gli interventi di manutenzione straordinaria sul ponte, di allargare il marciapiedi oggi utilizzato come passaggio ciclo-pedonale, ci era stato prontamente risposto che questo non era possibile in quanto necessitava garantire la larghezza minima per le due carreggiate per ogni senso di marcia, inoltre esisteva l'esigenza di allargare anche il marciapiedi lato est.
A fronte di queste affermazioni avevamo risposto, a nome del Comitato spontaneo di quartiere Borgata Rosa-Sassi, con le seguenti osservazioni:
"Il marciapiedi lato est (collina) oggi non può essere utilizzato come passaggio in quanto nella parte interna della cosidetta curva delle 100 lire, non esiste alcun passaggio normalmente percorribile".
Se l'Amministrazione Comunale intendeva realizzare un passaggio sul lato interno della curva, aveva senso mettere a norma il marciapiedi del ponte diga (allargamento e griglia di protezione), altrimenti questo rimaneva, secondo noi, un intervento inutile.
Avevamo suggerito che, qualora non si intendesse rendere agibile l'interno della curva, sarebbe stato opportuno limitare l'intervento sul marciapiedi lato est alla posa del guard rails a norma, predisponendo una chiusura al normale passaggio riservando il transito a personale autorizzato per esempio per le ispezioni tecniche del ponte.
In questo modo si sarebbe potuto spostare l'asse del guard rails centrale recuperardo i 40-50 cm utili per l'allargamento del marciapiedi lato ovest, senza creare problemi al transito dei veicoli.
Nel suo intervento in Consiglio comunale del febbraio 2010 l'Assessore Sestero aveva comunicato che al momento non era previsto alcun intervento per rendere pedonabile la parte interna della cosidetta "curva delle 100 lire" ne di realizzare i marciapiedi mancanti a lato del lungo Stura Lazio nel tratto che corre fra il ponte diga e piazza Coriolano.
Sarà nostra cura insistere affinche venga realizzato un tracciato riservato a pedoni e ciclisti almeno sul lato ovest per dare continuità al passaggio creato sul ponte-diga. E' da notare che questo tratto era stato interessato nel febbraio 2009 dalla realizzazione di una arginatura di protezione lunga circa 280 metri e larga 4, già perfettamente utilizzabile come passaggio ciclo-pedonale, ma oggi non collegato con i tracciati esistenti.
(B. Morra - gennaio 2012)
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Sassi - I rischi derivanti dalle frane
Il nostro Comitato segnala da tempo le criticità provocate dalla franosità di ampie aree della collina, franosità in alcuni casi provocata dalla carenza di opere di contenimento da parte dei proprietari dei terreni, tenuti a garantirne la sicurezza al fine di evitare danni nei confronti delle cose o peggio ancora delle persone. Altre situazioni critiche vengono provocate, a volte anche a distanza di decine di anni, da interventi piccoli e grandi su un territorio estremamente fragile, interventi spesso abusivi fatti con la certezza di non essere scoperti e di una futura sanatoria sempre all'orrizzonte.
I rischi aumentano quando questi terreni sovrastano i rii collinari, crolli di consistenti parti di terreno in concomitanza di forti temporali quando i rii portano a valle enormi quantità d'acqua, possono provocare l'ostruzione del corso d'acqua con allagamenti delle aree circostanti che potrebbero interessare strade e aree abitate.
Questi rischi sono presenti su tutto il corso dei rii Mongreno e Cartman, le preoccupazioni aumentano quando l'area è densamente abitata come nella parte di Sassi dove il rio Mongreno, dopo avere raccolto le acque anche del rio Cartman, è incassato fra la collina e le case.
Nel nostro incontro mensile del maggio 2009 una residente di strada Mongreno ci aveva segnalato che dalla collina sovrastante il rio in un punto non visibile dalla strada e poco distante da piazza Giovanni dalle Bande Nere, si erano staccate tre frane che avevano trascinato nel rio anche alcuni alberi. Avevamo provveduto ad inviare la segnalazione scritta che la residente ci aveva consegnato al Sindaco, all'Assessore all'Ambiente e al Presidente della VII Circoscrizione, chiedendo immediati controlli e l'avvio di opere di messa in sicurezza delle sponde dei rii.
La nostra lettera era stata inviata anche all'Assessore all'Edilizia affinchè fossero incrementati i controlli sulla regolarità degli interventi sulle aree collinari.
Era poi seguita una lettera di sollecito del 25 novembre 2009 al Sindaco Chiamparino anche questa senza alcuna risposta.
A fine 2011 su iniziativa dei Presidenti e dei Coordinatori delle Commissioni Ambiente delle Circoscrizioni settima e ottava, entrambe con competenze sui territori collinari della città, è nato un organismo di coordinamento specifico sui problemi della collina.
Da parte nostra abbiamo trasmesso al Coordinatore della Commissione ambiente della VII Circoscrizione sia le lettere già inviate all'ex Sindaco, che un aggiornamento delle problematiche che ci sono state ancora recentemente segnalate sul rio Cartman.
(B. Morra - gennaio 2012)
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Raccolta differenziata dei rifiuti - Dove ritirare i sacchi per la raccolta della plastica
Per gli utenti serviti con il sistema porta a porta AMIAT distribuisce gratuitamente i sacchi per la raccolta differenziata della plastica, tale distribuzione avviene presso gli ecocentri cittadini nelle giornate di MERCOLEDÌ orario 8.30 - 12.00 e SABATO orario 14.30 - 18.00, per i residenti di Borgata Rosa e Sassi l'ecocentro più vicino è quello di C.so Brescia n. 113/A.
Eventuali varizioni e le modalità di ritiro si possono vedere nella seguente pagina del sito internet AMIAT: www.amiat.it/interno.cfm?SEZ_ID=20&SS_ID=10&PAG_ID=3&PD_ID=1
L'anno scorso avevamo chiesto ad AMIAT quali erano stati i risultati della sperimentazione fatta nella nostra zona per la raccolta dell'organico (sacchetti di carta) ci hanno scritto che aveva dato risultati positivi confermato da un questionario sottoposto a 340 famiglie del quale non avevamo avuto notizia, ma non ci è stato detto se e quando la modalità dovrebbe essere adottata.
Ricordiamo che il nostro Comitato ha sostenuto da sempre la raccolta differenziata anche nella modalità definita porta a porta, questo in quanto garantisce migliori risultati in quantità e in qualità delle frazioni recuperate, nel contempo abbiamo richiesto al Comune di ridurre almeno una parte della TARSU o della futura tariffa, questo in funzione dell'impegno profuso dai cittadini, premiando così le situazioni più virtuose al fine di recuperare anche solo una piccola parte dei costi aggiuntivi che i cittadini devono sostenere (sacchetti specifici e per molti l'esternalizzazione dei contenitori). Ovviamente siamo anche daccordo che vengano sanzionati i comportamenti scorretti e in particolare quello dell'abbandono dei rifiuti sul territorio.
Dal sito AMIAT apprendiamo che in tutta la bassa collina è sta realizzata nel 2009 una raccolta differenziata media del 65%, che si conferma uno dei dati più alti di tutta la città.
(B. Morra - gennaio 2010)
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Parco del Meisino, per l'area giochi rimane il problema della mancanza di zone ombreggiate
Questo e altri problemi da noi segnalati erano stati oggetto di discussione di un incontro con l'Assessore comunale all'ambiente e al verde Lavolta, richiesto dal nostro Comitato e tenutosi il 19 ottobre.
Nel corso dell'incontro ci era stato comunicato che l'area giochi sarebbe stata implementata con altre due attrezzature, cosa puntualmente avvenuta nel mese di novembre, inoltre sono state installate due nuove panchine e creati dei camminamenti utili per rendere utilizzabile l'area giochi anche dopo giornate di pioggia (vedere immagine).
Nel corso dell'incontro ci era stato comunicato che si sarebbe valutata una soluzione per il problema della mancanza di zone ombreggiate nell'area giochi, intervento al momento non ancora realizzato.
Gli antefatti
Il Parco del Meisino è una importante realtà per la nostra città e sopratutto per i residenti di Borgata Rosa, sono numerosi gli aspetti positivi che tutti possono vedere visitandolo, aspetti positivi che sono ben illustrati anche su questo sito.
Il nostro Comitato raccoglie da ormai 10 anni le segnalazioni dei cittadini anche sul parco, ed è impegnato ad evidenziare le criticità piccole e grandi che ancora esistono, per questo motivo da alcuni anni inviamo periodicamente all'Assessore con la delega del Verde pubblico un elenco delle problematiche, ora aggiornato al mese di giugno 2011 e prontamente inviato al nuovo Assessore.
Alcuni problemi si stanno molto lentamente iniziando a risolvere, ma abbiamo ancora molta strada da fare.
Da anni segnalavamo la carenza di attrezzature nell'area giochi che si trova fra scuola e gli orti urbani, e dalla sua realizzazione chiedavamo una altalena, inoltre l'area risulta impraticabile nei pomeriggi dei mesi più caldi in quanto priva di uno spazio ombreggiato, queste richieste e quella di realizzare un'area giochi per i bambini più grandi erano state oggetto nel 2010 di una raccolta firme fra genitori e nonni che frequentano il parco, le 159 firme raccolte erano state inviate il 7 luglio all'allora Assessore Roberto Tricarico, dopo un sollecito inviato nel mese di ottobre avevamo finalmente ricevuto una risposta che però come potete vedere, rispondeva solo in parte a quanto si era richiesto.
Dopo anni dalla nostra prima richiesta, nel mese di marzo 2011 le attrezzature dell'area giochi ubicata nel Parco del Meisino ai confini con l'abitato di borgata Rosa, erano state implementate con la sistemazione di due coppie di altalene e una struttura definita palestrina, purtroppo anche per quest'anno è ancora rimasta inevasa la nostra richiesta di creare un'area ombrata con struttura leggera e provvisoria, tanto che alcune famiglie, in attesa (20/25 anni) che gli alberi piantati (tutti a lenta crescita) possano fare ombra, questa estate avevano iniziato a portarsi un ombrellone da spiaggia altri nonni e genitori hanno continuato a sedersi per terra cercando piccole zone ombreggiate. Questa situazione era stata anche evidenziata in un articolo apparso sulla pagina dei quartieri del quotidiano "La Stampa" del 19 aprile 2011. Avevamo accolto con favore la promessa di installare le nuove attrezzature, cosa che si è puntualmente realizzata, ad oggi oltre al sopra citato del disagio dei frequentatori nei mesi estivi più caldi, manca ancora un'area per i bambini più grandi e ragazzi che non dispongono di alcuna attrezzatura per il gioco.
(B. Morra - dicembre 2011)
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Uno spazio per il gioco del calcio a margine del Parco del Meisino a borgata Rosa. La realizzazione si sposta nel tempo
Nel 2010 avevamo appreso che la sistemazione a parco delle aree a destra del tratto di strada del Meisino che va dalla chiesa alla bocciofila (di fronte all'ingresso del nuovo maneggio), era legata alla realizzazione degli interventi edilizi previsti sul corso Casale dalla variante al PRG n° 119, questo in quanto i costruttori dovranno sistemare anche le aree cedute alla città e quelle già di proprietà della medesima.
Purtroppo è passato tutto il 2011 senza che accadesse nulla, i ragazzi di Borgata Rosa continuano a giocare a pallone per strada.
Nel mese di marzo 2009 segnalavamo che nella prima area libera dopo il comprensorio ACLI doveva essere creato in tempi brevi uno spazio aperto a tutti per il gioco del calcio.
L'area è stata liberata ormai da oltre un anno ma non era stata ancora opportunamente sistemata, così dopo 6 anni dalla nostra richiesta lo spazio per il gioco del calcio libero per i ragazzi della borgata non è ancora diventato realtà ne lo sarà a tempi brevi.
L'esigenza di uno spazio dove potere giocare a calcio liberamente era nata sin dai tempi dalla realizzazione del parco (2004), la richiesta del Comitato spontaneo si era indirizzata verso l'ampio prato che si trova a destra della scuola di borgata Rosa, un'area centrale rispetto alla borgata ma sufficientemente distante da residenze tale da evitare problemi (per esempio la caduta dei palloni su proprietà private).
Ma questa collocazione era stata allora bocciata dal Settore Verde Pubblico del Comune, ci era stato comunicato che era stata individuata un'area più adatta che però, pur essendo di proprietà della Città risultava allora occupata.
(B. Morra - gennaio 2012)
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Strada del Meisino - finalmente risolto un problema segnalato da anni
Sarà sicuramente capitato almeno una volta ai residenti di Borgata Rosa, di essere fermati per strada da qualcuno che chiede dove si trovi un certo numero civico di questa strada estremamente frammentata, con numerosi interni e con una numerazione non conseguente. Con l'inizio del 2012 finalmente è stato risolto definitivamente il problema con l'aggiunta di due indicazioni stradali al fondo di via Cafasso, e una al fondo del tratto di strada del Meisino che porta alla chiesa della Borgata.
Avevamo segnalato questi problemi a partire dal 2004, nel 2009 erano stati eseguiti alcuni interventi che non avevano risolto il problema principale, da allora si sono susseguiti numerosi solleciti che non hanno mai ricevuto risposta. A partire da metà novembre 2011 abbiamo richiesto un incontro con il nuovo Assessore Stefano Gallo, che ha anche la delega della toponomastica, la nostra richiesta ad oggi è rimasta senza risposta in compenso è stato realizzato l'intervento, e questa è la cosa più importante.
Gli antefatti
Corrieri, conoscenti, artigiani faticavano a trovare i numeri civici, ma il fatto più grave è che anche i mezzi di soccorso a volte perdevano minuti preziosi prima di trovare la loro destinazione, tanto che a Borgata Rosa era abitudine attendere in strada le autombulanze per segnalare da lontano e a gesti la strada da seguire.
Avevamo contato solo tre indicazioni stradali con il nome di questa via, mentre mancavano del tutto le indicazioni di indirizzo verso gli interni e i numeri civici, così alcuni residenti si erano inventati la "segnaletica fai da te".
Come Comitato spontaneo avevamo iniziato a segnalare il problema nel febbraio del 2004, l'ultima lettera del settembre 2008, poi ancora l'inserimento di questo problema all'interno della petizione del 2008 sui marciapiedi, tutto questo aveva avuto un primo effetto.
Nella terza settimana di marzo 2009 il Settore Statistica e Toponomastica del Comune di Torino aveva provveduto a fare installare una segnaletica appropriata che risolveva almeno in buona parte i problemi da noi evidenziati.
Erano state installate un totale di 75 targhe metalliche, non solo su strada del Meisino ma anche su altre vie della borgata, riportanti anche le indicazioni degli interni.
A nostro giudizio per strada del Meisino mancavano ancora delle indicazioni atte ad informare dell'esistenza di due tratti separati, quello perpendicolare al corso Casale (civici 2-23) e quello parallelo (civici 33-60), queste indicazioni chiedavamo fossero poste al fondo del tratto perpendicolare al corso Casale e all'incrocio con via Cafasso.
Alla nostra segnalazione del settembre 2009 agli uffici competenti non è seguito alcun intervento e nemmeno una risposta, tanto da costringerci ad inviare quattro solleciti: il primo il 26 gennaio 2010, il secondo il 12 ottobre e un terzo il 30 novembre 2010, l'ultimo ancora in questo mese di gennaio 2012, finalmente la posa di sole tre indicazioni stradali ha posto fine a questa lunga serie di sollecitazioni.
La mancanza di risposte da parte degli uffici comunali è diventata ormai una prassi tanto da costringerci a scrivere sugli ultimi solleciti la seguente frase: "Come cittadini non possiamo pretendere la realizzazione di quanto si richiede, pensiamo però sia lecito attendere una risposta in merito ad una eventuale accettazione totale o parziale di quanto richiesto nonchè i tempi indicativi delle realizzazioni, e qualora si ritenga non opportuno o impossibile realizzare quanto richiesto, fornire le motivazioni di questa scelta".
(B. Morra - gennaio 2012)
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La Regione ricorre contro la sentenza del T.A.R. che aveva ripristinato la variante al piano regolatore n° 144 Cartman - Mongreno
Con due sentenze del 1 marzo 2010 il Tribunale Amministrativo Regionale aveva accolto i ricorsi del Comune di Torino e dell'impresa direttamente interessata, ripristinando la variante al piano regolatore che permette nuove costruzioni a monte del bivio delle strade Cartman e Mongreno a Sassi. Successivamente avevamo appreso dal bollettino ufficiale della Regione Piemonte del 29 aprile 2010 che la Giunta uscente in una delle sue ultime sedute, aveva dato mandato all'Avvocatura Regionale di ricorrere presso il Consiglio di Stato contro le sentenze del TAR, a tutto dicembre 2011 il Consiglio di Stato non ha ancora emesso la sua sentenza.
Gli antefatti
La Regione con un decreto del 8 aprile 2009, aveva accolto parte delle motivazioni presentate in prima persona dal referente del Comitato spontaneo e da Pro Natura Torino e aveva annullato la delibera n. 176 del primo dicembre 2008, con la quale il Consiglio Comunale di Torino aveva approvato definitivamente la variante al piano regolatore che permetteva la costruzione di residenze nello spazio libero che si vede nell'immagine.
Una delle particolarità di questa variante risiedeva nella possibilità di trasformare in edificabile un'area che il piano riservava a verde, inoltre questa decisione apriva a nostro giudizio la strada ad altre operazioni similari come ammesso nel documento dell'Assessorato all'urbanistica "Indirizzi di politica urbanistica" del giugno 2008.
La storia è piuttosto complessa e parte dalla variante la 62 poi ritirata, che voleva dare la possibilità di costruire residenze in piazza Modena, i due ricorsi presentati alla Presidente della Giunta Regionale, segnalavano presunte irregolarità amministrative nell'iter di questa variante, poi retenute valide dagli Uffici Regionali.
Le ultime vicende dopo la prima approvazione in Consiglio comunale, avevano visto la presentazione di due osservazioni alla variante, il 5 dicembre 2007 si era tenuta presso il Comune di Torino nell'ambito della seconda e sesta Commissione, l'audizione del Coordinamento Torinese delle Associazioni Ambientaliste che avevano presentato una delle due osservazioni.
Nel corso della commissione era stato richiesto un sopralluogo che si è tenuto il 19 dicembre 2007, alla presenza dei presidenti delle due commissioni, del presidente della VII Circoscrizione e di alcuni consiglieri comunali e dei tecnici dell'Assessorato all'urbanistica.
In quella occasione alcuni cittadini aderenti al Comitato spontaneo hanno avuto modo di illustrare nuovamente le loro posizioni. Il 24 luglio 2008 si era tenuta una nuova riunione congiunta delle due Commissioni, le osservazioni presentate da alcuni consiglieri comunali e loro rappresentanti sulla compatibilità della variante rispetto ad una recente norma regionale e la necessità di conoscere la tipologia dei terreni collinari offerti in cessione in cambio della possibilità di costruire su quel sito, avevano determinato la necessità di rimandarne l'approvazione definitiva.
In una successiva riunione delle due Commissioni consigliari tenutasi in novembre, l'Assessore Viano aveva comunicato l'accettazione e quindi l'inserimento in variante di alcune delle questioni poste dalle osservazioni, e quindi ribadito la volontà dell'Amministrazione di portare la variante all'approvazione definitiva del Consiglio comunale, così come è poi avvenuto il primo dicembre dell'anno
Dopo l'annullamento della variante da parte della Regione Piemonte sia il privato (unico beneficiario della variante) che l'Amministrazione Comunale di Torino, avevano presentato un ricorso al TAR, dopo la seduta pubblica tenutasi il 14 gennaio di quest'anno il TAR ha accolto i ricorsi, a questo la Regione ha la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato.
Il nuovo via libera alla variante ripropone il dubbio sempre avuto su questo tipo di operazioni che si fondano sugli atterraggi di diritti edificatori, in poche parole si costruisce in cambio della cessione alla Città di alcuni appezzamenti collinari, che abbiamo scoperto non sono interessati a concreti progetti di utilizzo pubblico.
Pertanto sorge un legittimo dubbio. Chi ha convenienza ad attivare queste procedure?
Una chiara risposta pare arrivare leggendo il ricorso presentato dagli avvocati della società interessata all'intervento edilizio, leggendo il passo che riguarda i terreni acqustati da tempo per essere ceduti alla Città in cambio del permesso di costruire, nel ricorso si ammette che con l'annullamento della variante e quindi con l'impossibilità di utilizzare l'area, la società stava subendo un danno economico in quanto dopo avere esborsato dei soldi per acquistare dette aree, deve provvedere in proprio (secondo quanto scrivono testualmente i loro avvocati a pagina 17 del ricorso) anche << ... alla manutenzione delle stesse (in proposito si rileva che, come è noto, la collina torinese è frequentemente interessata da fenomeni di frana e smottamento riconducibili alle complesse problematiche di carattere idrogeologico, riguardanti l’intera zona)>>.
Dobbiamo dedurre che: con la variante 144 e le altre che molto probabilmente seguiranno, risulta evidente il rischio che i “consistenti e periodici esborsi di denaro” non saranno più a carico del costruttore ma di tutti noi.
A seguito di questi dubbi, nel mese di aprile l'Associazione ambientalista Pro Natura Torino e il nostro Comitato hanno inviato una lettera ai tre Assessori e a due alti dirigenti del Comune direttamente interessati all'acquisizione da parte della Città dei terreni collinari derivanti dagli atterraggi dei diritti edificatori, evidenziando i possibili rischi per la collettività derivanti da queste operazioni.
(Per saperne di più vedere: Dalla variante 62 alla 144, di male in peggio).
(B. Morra - gennaio 2012)
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Il marciapiedi di corso Casale 354/A continua ad essere una discarica abusiva!
Dopo un anno dalla chisura definitiva del punto di raccolta AMIAT (specifico per sfalci e potature) di corso Casale 354/a, il marciapiedi prospicente si è trasformato in una discarica (vedi immagine) dove cittadini, sicuramente non esemplari, continuano ad abbandonare, non solo i sacchi contenenti sfalci e potature, ma anche altri rifiuti.
Questo argomento era stato trattato nel corso dell'incontro, richiesto dal nostro Comitato, con l'Assessore comunale all'ambiente e al verde Lavolta, tenutosi il 19 ottobre scorso; nelle settimane a cavallo di questo incontro, AMIAT aveva provveduto con una certa frequenza a rimuovere i materiali depositati, ora tutto è tornato come prima i prelievi si sono nuovamente diradati, mentre gli abbandoni continuano. Come si è visto solo il costante scombero di quanto viene quotidianamente abbandonato, e magari qualche multa, potrà stroncare questa pratica.
Gli antefatti
Nel 2005 con l'introduzione a Borgata Rosa e a Sassi della raccolta differenziata dei rifiuti denominata "porta a porta" (modalità condivisa sin dalla sua istituzione dal nostro Comitato) si era posto, in questo come in altri territori periferici della città, il problema dello smaltimento degli sfalci e delle potature delle utenze famigliari, materiali prima depositati nei grandi contenitori stradali.
Dopo oltre due anni dalla nostra richiesta, nell'aprile 2007 era stato attivato il punto di raccolta di corso Casale, così da permettere a tutti i cittadini che desideravano smaltire questo tipo di rifiuti, di farlo in maniera adeguata. Questa opportunità è stata ampiamente utilizzata per quattro anni e i volumi conferiti stanno a significare che il problema da noi sollevato era reale, tanto che dal 2009 e su nostra richiesta, l'AMIAT aveva incrementato il periodo i giorni e l'orario di apertura.
A fine 2009 la chiusura stagionale rischiava di trasformarsi in chiusura definitiva, anticipata nel corso della assemblea pubblica tenuta dalla VII Circoscrizione il 23 novembre a Sassi, la notizia ci veniva poi confermata da AMIAT e motivata da difficoltà logistiche.
Il 25 novembre 2009 il Comitato spontaneo Borgata Rosa-Sassi aveva inviato una lettera all'Assessore all'Ambiente e ad AMIAT, esprimendo la contrarietà degli aderenti a questa ipotesi e richiesto che, qualora non si potesse mantenere il centro in quel luogo e non si fosse individuata un'altra area in zona precollinare o, in alternativa, si creasse un servizio di raccolta anche di questi materiali come attuato nei comuni della cintura, servizio che suggerivamo potesse essere domiciliare a domanda come quello adottato per i rifiuti ingombranti.
Alla nostra segnalazione seguita da un sollecito nel mese di gennaio 2010 non era giunta alcuna risposta, in compenso avevamo poi visto con piacere che dall'inizio del mese di febbraio il centro era stato riaperto.
Con la fine del mese di novembre 2010 come previsto, il punto di raccolta era stato chiuso, pensavamo per la solita chiusura invernale, purtroppo in seguito avevamo appreso che con una lettera inviata al Comune di Torino datata 22 dicembre, l'AMIAT decretava la chiusura definitiva di questo centro.
Pur riconoscendo che la decisione di AMIAT era supportata da motivazioni in buona parte condivisibili, avevamo richiesto nuovamente con una nostra lettera all'Assessore all'Ambiente di soprassedere alla decisione di chiusura in attesa della creazione di un sistema di raccolta degli sfalci e delle potature nei territori dell'estrema periferia della città.
Pensavamo e pensiamo che non si possa chiedere ai cittadini virtuosi che trasportavano già con qulche problema questi rifiuti (non tutti dispongono di un'auto) di portare i loro sacchi negli ecocentri di corso Moncalieri 420/A o corso Brescia 113/A.
Alla nostra richiesta l'Assessore all'Ambiente ci aveva inviato una lettera della Divisione Ambiente del Comune dove si ribadiva la decisione di chiudere definitivamente il punto di raccolta.
Sentiti gli appartenenti al nostro Comitato presenti nell'incontro di febbraio, abbiamo inviato una nuova lettera alla Divisione Ambiente del Comune dove abbiamo ribadito la nostra contrarietà alla soluzione che ci viene riproposta, abbiamo anche segnalato una possibile soluzione almeno per gli sfalci. Inoltre nella lettera abbiamo messo in evidenza che:
"Per quanto riguarda gli aspetti economici da Voi sollevati, ci permettiamo di ricordare che stiamo parlando di aree dove vige dal 2004 il porta a porta contribuendo a fare rientrare la città nei parametri della raccolta differenziata; alcuni praticano il compostaggio riducendo così alla città i costi dello smaltimento di quei volumi. Queste utenze non hanno ad oggi alcuno sconto della TARSU rispetto a chi non pratica la raccolta differenziata e molti sopportano anche i costi dell’esposizione dei cassonetti."
Siamo sempre più convinti che la chiusura del centro non farà che provocare l'aumento degli abbandoni sul territorio o peggio ancora rappresenterà un incentivo alla brutta abitudine di bruciare gli scarti più o meno secchi, con effetti negativi sulla salute di tutti.
(B. Morra - dicembre 2011)
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Parco del Meisino - Nei prossimi mesi inizieranno i lavori di recupero del complesso denominato "La Filanda".
Abbiamo appreso da un servizio del quotidiano "La Stampa" del 15 ottobre, che entro dicembre la società Co-abitare dovrebbe iniziare i lavori di ristrutturazione e recupero delle strutture della cascina denominata "La filanda", ubicata a Borgata Rosa ai mardini del Parco del Meisino, si prevede di conclure l'intervento entro la metà del 2013.
Poco dopo sono anche comparsi i cartelli del cantiere (vedi immagine).
In estate avevamo scoperto accidentalmente che con una determina dirigenziale del luglio 2010 era stato proclamato il vincitore del bando per la ristrutturazione di quello che rimane dell’immobile e la conseguente gestione di un progetto di “casa sociale”. Avevamo temuto che il crollo di una sezione centrale della facciata, avvenuto ad inizio 2011 che aveva messo a rischio l'agibilità dell’area servizi degli orti urbani circoscrizionali, ubicati proprio dietro questa struttura, potesse avere ripercussioni sull’opera di recupero.
Gli assegnatari dei 54 orti urbani erano stati, per alcuni mesi, nell’impossibilità di utilizzare i servizi igienici ubicati nell’area chiusa per sicurezza, questo disagio si era protratto sino al 12 maggio quando era stato installato un WC chimico nella parte accessibile.
Gli sviluppi del 2010
Il 2010 ci aveva portato alcune novità sull'utilizzo di questo edificio di proprietà Comunale posto fra il Parco del Meisino e la Borgata Rosa.
Nei primi giorni di febbraio erano inziati dei lavori di messa in sicurezza del complesso con l'abbattimento dei ruderi che si affaciavano su strada del Meisino (lato parco giochi).
Contemporaneamente nel sito del Comune di Torino avevamo trovato un interessante documento intitolato: "Avviso pubblico per la selezione di progetti per la realizzazione e gestione di residenze collettive temporanee per l’inclusione sociale" questo bando specificava dettagliatamente cosa il Comune intendesse realizzare in diverse parti della città fra le quali "la filanda" (vedere in particolare l'allegato B: "SPECIFICHE GESTIONALI LOTTO 4 STRADA DEL MEISINO 55/9").
Il documento chiariva quanto già anticipato nel 2009 sui siti di Comune e Regione Piemonte e lasciava interndere che parte degli spazi che dovevano essere realizzati con questa soluzione, avrebbero potuto essere utilizzati dalla collettività di Borgata Rosa come da noi a suo tempo richiesto.
In seguito avvevamo appreso dal sito del Comune che erano stati individuati i vincitori per i lotti 1 e 3, per che gli altri lotti compreso il lotto 4 che riguarda "la filanda" la scadenza del bando era stata prorogata al 14 giugno 2010, questo rinvio ci segnalava le difficoltà per trovare soluzioni per il recupero di questi fabbricati, dopo numerose richieste di chiarimenti, avevamo scoperto che con determina dirigenziale del 28 luglio 2010 il comune di Torino aveva proclamato un vincitore anche per il lotto 4.
Gli antefatti
Preoccupati per la sorte di questo edificio, che era già stato oggetto in passato di nostre numerose segnalazioni, e che nel frattempo si stava lentamente ma inesorabilmente degradando, nel luglio 2006 avevamo inserito anche questo argomento in una nota sulle problematiche che affliggevano il parco del Meisino inviata all' Assessore al Verde Pubblico, alla quale erano seguiti successivi aggiornamenti annuali (sino a quello del giugno 2011).
Nella primavera del 2006 nel corso dello svolgimento di una Commissione Circoscrizionale si era appreso che proseguiva il percorso amministrativo per affidare il progetto di recupero dell'edificio all'ente Parco Nazionale Gran Paradiso che dopo importanti lavori di ristrutturazione avrebbe dovuto trasferire la sua sede Torinese in questo edificio, la VII Circoscrizione aveva dato parere positivo alla concessione all'ente parco del "diritto di superficie" per 99 anni, condizione indispensabile per accedere ai finanziamenti necessari all'intervento. L'edificio minore completamente diroccato che si affacciava sulla strada (oggi completamente abbattuto) sarebbe stato recuperato in un secondo tempo per essere utilizzato per ospitare mostre temporanee, attività didattiche e spazi che la Circoscrizione potrebbe utilizzare per attività ricreative e informative per la Borgata.
In seguito avevamo appreso dai giornali che la città di Ivrea si era offerta di ospitare la sede del Parco. Nel settebre 2007 era emerso che l'Ente Parco Nazionale Gran Paradiso aveva abbandonato il progetto di intervenire su questo fabbricato .
Nell' autunno del 2007 l'Amministrazione Comunale aveva portato all'approvazione del Consiglio Comunale una deliberazione che aveva come oggetto: "Cascine nei parchi - Interventi finalizzati all'utilizzo e al recupero degli edifici rustici all'interno dei grandi parchi cittadini - Approvazione linee guida". In questa delibera sono stati inseriti due edifici facenti parte del nostro territorio, la cascina Coppa (in seguito ristrutturata per utilizzo come maneggio, oggi pienamente operativo) e appunto la cascina detta "la filanda".
A seguito dell'approvazione di queste linee guida era stato istituito un gruppo di lavoro all'interno degli uffici comunali per giungere alla redazione di un progetto denominato appunto "Cascine nei parchi" ai quali doveva seguire la ricerca di enti, associazioni o privati che si facessero carico in parte o totalmente della ristrutturazione e gestione della struttura a fine pubblico o para pubblico.
Nel 2009 da una ricerca su internet avevamo appreso che la Città di Torino aveva inserito questa struttura in una richiesta di finanziamento Regionale per "sei residenze collettive temporanee per l’inclusione sociale".
Dal sito del Comune apprendavamo che: "Nelle residenze collettive potranno essere accolte persone sole vulnerabili, giovani adulti che al compimento della maggiore età devono rilasciare le comunità alloggio che li ospitavano, stranieri, rifugiati. Le strutture in questione, opportunamente gestite ma senza interventi di carattere assistenziale, dovranno consentire l’avvio di percorsi di autonomia con il supporto di servizi aperti anche al territorio circostante, al fine di promuovere un’integrazione dei residenti nel quartiere. Il finanziamento richiesto complessivamente per i sei interventi è pari a circa 4,8 milioni di euro".
Dal sito della Regione Piemonte si rilevava che a fronte della Determinazione n. 129 del 6 aprile 2009 all'intervento in strada del Meisino 55/9 era stato concesso un finanziamento di 1.246.500 euro per la realizzazione di 7 alloggi (con superficie utile compresa tra 38,01 e 95 mq) e 1 appartamento idoneo ad ospitare gruppi in coabitazione (pluricamere con servizi + locali comuni destinati alla residenza).
A fine aprile 2010 avevamo ribadito all'Assessore le nostre richieste di conoscere le intenzioni dell'Amministrazione Comunale in merito a questa struttura, nel mese di giugno di quest'anno avevamo inviato al nuovo Assessore al Verde Pubblico l'aggiornamento dell'elenco delle problematiche del Parco del Meisino dove era stata ribadita la nostra richiesta di essere informati sull'evoluzione di questo progetto, in particolare per quanto riguarda gli spazi da adibire alle esigenze della borgata, sempre senza ottenere alcuna risposta in merito.
(B. Morra - ottobre 2011)
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Antenne per la telefonia mobile
Alcuni residenti in strada del Meisino e via Cafasso alla fine del 2006 si erano trovati due impianti per la telefonia mobile a poca distanza dalle loro abitazioni; uno sul tetto del civico 4 e l'altro al 13 sempre di strada del Meisino; impianti posizionati senza adeguati avvisi, su case di altezza simile a quelle circostanti, senza far conoscere in anticipo i possibili effetti dell'inquinamento elettromagnetico sulle varie aree.
Il Comitato spontaneo di quartiere Borgata Rosa-Sassi dopo avere richiesto e ottenuto dal Sindaco della Città la documentazione dei due impianti in strada del Meisino, ha richiesto, purtroppo senza ottenere alcun risultato, la rimozione dell'antenna ubicata al civico 13 in quanto interagisce al civico 9 con quella posizionata al civico 4 della stessa via, ritenendo che su quell'area si sommino i valori di radiazioni elettromagnetiche delle due antenne.
Inoltre era stata effettuata, con il sostegno del Coordinamento, una verifica con strumenti privati per valutare l'impatto degli impianti sugli ambienti di vita.
Nel 2007 era stata avviata da un gruppo di cittadini la stessa procedura anche su tre impianti posizionati a Sassi rispettivamente sui tetti di strada Mongreno 13, corso Casale 317 e strada al traforo di Pino 6-8.
Inoltre il Comitato facendo proprie le richieste del Coordinamento dei Comitati spontanei di Torino e Provincia contro l'elettrosmog, aveva richiesto maggiore attenzione per le zone abitate, da ritenersi "siti sensibili", e la modifica degli strumenti legislativi nazionali e regionali.
Lo stesso Coordinamento aveva richiesto che il redigendo Regolamento Comunale, del comune di Torino, fosse inserita la possibilità di ricollocazione degli impianti anche in modo retroattivo, per attuare pianificazioni che portino a conciliare il "servizio" con la "prevenzione per la salute", ossia, che non producano variazioni elettromagnetiche significative (o siano decisamente minime, secondo i pareri della più prudente posizione scientifica che indica, per il momento, come prudenziale il non superare gli 0,3/0,5 volt/metro).
Il problema delle antenne di telefonia mobile è sicuramente una questione complessa che si scontra con notevoli interessi economici.
Riteniamo comunque utilissimo il lavoro svolto in questi anni dal Coordinamento dei Comitati che si battono contro questi impianti, e opportuno che le società telefoniche sappiano che esiste una attenzione su questi impianti, un risultato importante sarebbe già quello che esse limitino al minimo indispensabile la potenza dei medesimi.
(B. Morra - luglio 2011)
Per maggiori informazioni visita il sito www.noelettrosmog-piemonte.org










